DUE PASSI PER CAMBIARE

29 aprile 2013 » In: Articoli » Leave a comment

DUE PASSI PER CAMBIARE

 

due passiQualsiasi sia il cambiamento che vogliamo attivare in noi, due sono le regole alle quali dobbiamo attenerci:

  1. La meta del nostro cambiamento non può essere espressa in termini negativi (ad esempio io non voglio più fumare, io non voglio più fare tardi, ecc…)
  2. La nostra energia va orientata verso un comportamento capace di sostituire ciò che vogliamo cambiare in noi.

Per quanto riguarda la prima regola dobbiamo considerare che il nostro cervello, elabora informazioni per “immagini” sensazioni, non per parole, frasi. Pertanto se dico ad una persona la parola SEDIA nella sua mente non si visualizzeranno le cinque lettere che compongono la parola ma si verrà a creare un’immagine prototipica di sedia. Questo significa che verrà a rendersi manifesta un’immagine di sedia che seppur pescata dall’esperienza personale (perché l’esperienza gioca sempre un ruolo chiave nella nostra percezione del mondo) avrà in sé tutti gli elementi distintivi di qualsiasi sedia (le gambe, lo schienale e la seduta). La mia parola SEDIA evocherà nel pensiero un’immagine personale a cui riferirsi.
Provate, però, a chiedere ad una persona di non immaginare una sedia (perché è questo che chiediamo alla nostra mente quando ci diciamo: non voglio fumare o non voglio fare tardi)… le risulterà impossibile. Per farlo dovrà pensare a qualcos’altro. Per farlo dovrà, ad esempio, pensare ad un tavolo, ad un vaso o al televisore. In tutti questi casi, però, la persona non avrà non pensato alla sedia, ma avrà pensato ad altro. Questo perché il NON nel linguaggio di elaborazione del nostro cervello non esiste. Inoltre va osservato che proprio perché il nostro cervello non processa le negazioni dicendo io non…. rischiamo di ottenere esattamente l’effetto opposto. Provate a pensare a quella volta in cui vi siete detti io non voglio essere… in imbarazzo. Ve lo siete detto talmente tante volte che il cervello cancellando la negazione ha focalizzato la sua attenzione solo sul rimanente e vi siete sentiti in IMBARAZZO. Pertanto, nelle tecniche di cambiamento, ciò che risulta utile è focalizzare la propria attenzione nella costruzione di un’immagine che rappresenti il cambiamento. Come mi immagino di stare, ad esempio, se non fumo? Cosa posso fare con tutti i soldi risparmiati dalle sigarette? cosa mi immagino di fare se arrivo in anticipo? Questi sono solo semplici e banali esempi per sottolineare come necessitiamo, almeno nella mente, di pensare in modo positivo e proattivo al fine di aver maggior probabilità di successo nel perseguimento dei nostri obiettivi. La seconda regola sottolinea quanto sia inutile concentrarci sul voler eliminare un comportamento o un’abitudine scorretta, quando questo nonostante tutto ha una sua economia in noi. Risulta più funzionale, invece, individuare un comportamento nuovo, possibilmente sano, che funga da antagonista del precedente problematico. L’obiettivo non è eliminare ma sostituire. Eliminare significa togliere e in qualche misura creare una mancanza, sostituire significa invece cambiare, permutare un comportamento con un altro. Questo comporta che non vivo un senso di deprivazione di mancanza. Se ci pensate il successo più o meno meritato delle sigarette elettroniche si basa proprio su questa funzione sostitutiva. Ricapitolando possiamo dire che per produrre un cambiamento dobbiamo impegnarci a non esprimerlo in termini negativi e individuare degli elementi che fungano da sostitutori antagonisti della situazione di partenza. Così, come ultimo esempio, se vogliamo imparare a parlare in pubblico (perché questo ci ha sempre creato disagio) dobbiamo:

  • da un lato focalizzarci sul fatto che vogliamo parlare davanti ad una platea e non che non vogliamo avere paura di parlare davanti ad un pubblico.
  •  dall’altro, nel strutturare il nostro intervento, possiamo usare delle immagini, delle slides che ci aiutino a sostenere il nostro discorso, ci aiutino a non perdere il filo e soprattutto ci permettano di focalizzare la nostra attenzione sul contenuto di ciò che dobbiamo dire e non sul pubblico che ci sta ascoltando.

Solo in questo modo saremo in grado di migliorare significativamente la nostra performance tanto da aumentare le probabilità di raggiungere il risultato atteso.

Leave a Reply